ULTIME NOTIZIE ELETTORALI DALLA LIGURIA
L’ultimo fine settimana di ottobre, gli elettori liguri sono chiamati a recarsi alle urne per rinnovare il Consiglio regionale e di conseguenza decidere a chi sarà affidato il lavoro di amministrazione del territorio per i prossimi cinque anni.
Questo avviene in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, a causa dello scandalo che ha coinvolto il Presidente della Giunta regionale, l’ex (?) forzitaliota Giovanni Toti, che ha appena patteggiato – ammettendo così la sua colpevolezza – una pena di due anni di reclusione convertiti in 1.500 ore di lavori socialmente utili.
La destra radicale e fascista schiera Marco Bucci, sindaco di Genova, cercando di sfruttare la sua nomea di “uomo del fare” – anche se sarebbe più appropriato definirlo “uomo dell’annunciare” – ed il fatto di aver portato a termine, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero competente (ma questo viene omesso deliberatamente), la ricostruzione del ponte Morandi sull’autostrada A10 Genova-Ventimiglia, crollato il 14 agosto 2018.
Il principale avversario del borgomastro del capoluogo ligure sarà l’ex Ministro del Lavoro, il sedicente democratico spezzino Andrea Orlando: costui si troverà a guidare una coalizione larghissima che conterrà anche i reprobi di Italia Viva, fino a ieri impegnati nella Giunta guidata da Bucci, attraverso la presenza dell’assessore al decoro urbano Mauro Avvenente.
Quale sia il nostro giudizio sui renzisti crediamo sia sufficientemente noto, non stiamo a tornarci sopra: sottolineiamo soltanto, con viva e vibrante soddisfazione, che gli ex sodali di Matteo Renzi che fanno capo a Carlo Calenda non intendono partecipare a quello che ben definiscono una ammucchiata a guida grillina.
Le vere novità, rispetto alle ultime elezioni omologhe, stanno a “sinistra”: oltre ai già analizzati Uniti per la Costituzione, c’è il concreto rischio di passare dalle zero falcemartello della tornata precedente all’inflazione di loghi che contengono, più o meno abusivamente, i simboli del lavoro.
Alla sfida della raccolta delle firme per presentare una propria lista sarà, da una parte, il trotzkista Partito Comunista dei Lavoratori che cerca di tornare in campo dopo la fallimentare esperienza del 2006, dopo la quale se ne erano perse le tracce – non certamente una disgrazia per le masse popolari – dall’altra i rizziani di Democrazia Sovrana e Popolare.
Infine, ecco la novità più ghiotta: un cartello – che si chiama L’Alternativa – che tiene insieme il Partito Comunista Italiano, Potere al Popolo e Rifondazione, candidando alla poltrona più alta di via Fieschi 15 l’agricoltore Nicola Rollando, la cui azienda insiste sulle alture della cittadina di Sestri Levante, nel complesso territoriale del Tigullio.
Non ci aspettiamo nessuna novità stravolgente: crediamo che, nonostante lo scandalo che ha travolto la maggioranza uscente, la destra fascioleghista sia ampiamente la favorita della consultazione; questo anche a dispetto della presenza di liste così dette “di disturbo” quale, ad esempio, Indipendenza! di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma.
Bosio (Al), 17 settembre 2024
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com